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DISABILI E PARITÀ SOCIALE
Quanti passi facciamo in un giorno? Quanti gradini saliamo o scendiamo? Sono domande che non ci poniamo mai, perché camminare per una strada o salire una scala sono gesti normali e automatici per la maggior parte di noi. Esistono però persone per cui quegli stessi gesti apparentemente banali sono impossibili o richiedono sforzi indicibili. Per loro, le persone con disabilità motoria, anche la semplice alzata di uno scalino può essere un ostacolo insormontabile.
Negli ultimi anni il concetto di parità sociale è stato oggetto di una forte produzione legislativa, ma nel nostro Paese ci sono ancora moltissime barriere architettoniche, sparse “democraticamente” in tutta la penisola.
A Vicenza, Angela Indiani, diversamente abile sin dai primi mesi di vita a causa della poliomielite, si è vista negare l'accesso ad uno dei simboli della città di Vicenza, la “Rotonda” del Palladio. La donna, recatasi in visita alla Villa con alcuni amici, ha regolarmente pagato il biglietto d’ingresso per poi essere bloccata dal custode, perché con le ruote della carrozzina avrebbe potuto rovinare il prezioso pavimento cinquecentesco.
Il conte Lodovico di Valmarana, proprietario della Rotonda, ha poi difeso l’operato del dipendente, affermando che il suo comportamento non è stato assolutamente discriminatorio; semplicemente, la tutela di un’opera architettonica tanto preziosa impone la massima cautela. Il conte ha aggiunto che, per salvaguardare il pavimento, la sala centrale è stata resa percorribile fino a metà.
In un Paese che si definisce civile e che cerca, quantomeno a parole, di annullare le disparità di ogni tipo, rendendo disponibili a tutti servizi e opportunità, non ci resta che sperare, dopo un avvenimento come questo, che le barriere mentali vengano eliminate ancor più velocemente di quelle architettoniche.



